RM News 105: dove finisce l'algoritmo, comincia il pensiero
19/06/2026 Autore: Redazione ANRA
Il numero 105 di RM News esplora l’evoluzione del Risk Manager in uno scenario segnato da intelligenza artificiale, cyber risk, instabilità geopolitica e nuove fragilità operative. L’edizione mette in luce come la gestione del rischio non possa più limitarsi alla protezione, ma debba diventare parte integrante delle strategie aziendali. Dalla riflessione sull’AI come minaccia e strumento di difesa, fino al ruolo del pensiero umano nei processi decisionali, il magazine racconta una professione in piena trasformazione.
L'intelligenza artificiale promette di cambiare tutto. Automatizza processi, accelera analisi, genera contenuti e supporta decisioni che fino a pochi anni fa richiedevano settimane di lavoro. Eppure, proprio mentre gli algoritmi diventano sempre più sofisticati, emerge con forza una certezza: il valore del giudizio umano resta insostituibile. È questa la riflessione che attraversa il numero 105 di RM News, un'edizione che mette al centro il rapporto tra innovazione tecnologica, gestione del rischio e capacità decisionale. Un filo conduttore che accompagna il lettore tra cyber security, geopolitica, formazione e resilienza organizzativa, delineando il profilo di un Risk Manager chiamato a svolgere un ruolo sempre più strategico.
L'intelligenza artificiale tra nuove minacce e nuove opportunità
Ad aprire il numero è l'editoriale di Sergio Luciano, che affronta uno dei temi più urgenti del momento: l'impatto dell'intelligenza artificiale sul cyber risk. Se da un lato l'AI sta offrendo strumenti sempre più sofisticati ai criminali informatici, dall'altro rappresenta una delle più potenti risorse per rafforzare la capacità di difesa delle organizzazioni. Il messaggio è chiaro: la sfida non consiste nel contrastare la tecnologia, ma nel governarla. In questo scenario il Risk Manager diventa il punto di raccordo tra sicurezza, strategia e continuità operativa, trasformando una minaccia emergente in un'opportunità di evoluzione professionale.
Geopolitica e imprese: quando il rischio entra nel board
Tra i contributi centrali dell'edizione spicca il reportage dedicato al seminario ANRA "Punto di rottura", che ha riunito a Roma esperti di geopolitica, manager e professionisti del rischio. L'incontro ha evidenziato come energia, supply chain, tecnologia e relazioni internazionali non possano più essere analizzate separatamente. Le tensioni geopolitiche influenzano direttamente le decisioni industriali, le strategie di investimento e la continuità delle attività aziendali. Il rischio geopolitico, un tempo percepito come elemento esterno, entra oggi nei consigli di amministrazione e diventa una variabile strutturale da governare.
Dove finisce l'algoritmo, comincia il pensiero
L'articolo di Assunta Cima offre una delle riflessioni più interessanti del numero. Attraverso un'esperienza concreta maturata nel Gruppo Ferrovie dello Stato, viene esplorato il potenziale dell'intelligenza artificiale applicata ai processi di risk assessment. L'AI accelera la raccolta delle informazioni, supporta l'identificazione dei rischi e facilita l'analisi degli scenari. Tuttavia, la capacità di attribuire significato ai dati, comprendere le interdipendenze e interpretare il contesto resta una prerogativa umana. È proprio in questo spazio, tra la potenza dell'algoritmo e la responsabilità del giudizio, che si gioca il futuro del risk management.
Investire nelle competenze
La crescita della professione passa inevitabilmente attraverso la formazione. Il numero dedica ampio spazio alla partnership tra ANRA e Asacert per la certificazione delle competenze del Risk Manager secondo la nuova norma UNI 12012:2026. Un progetto che punta a valorizzare competenze sempre più richieste dalle organizzazioni e a consolidare il riconoscimento professionale di una figura destinata a occupare un ruolo centrale nella governance aziendale. La certificazione rappresenta un passo importante verso una maggiore standardizzazione e qualificazione del settore.
Resilienza operativa
Accanto alla tecnologia emerge un altro tema chiave: la preparazione. Il focus dedicato alla Business Interruption mostra come la resilienza aziendale non possa essere costruita durante la crisi, ma debba essere sviluppata molto prima che l'emergenza si manifesti. Formazione, simulazioni, piani di continuità operativa e gestione delle emergenze diventano strumenti essenziali per limitare l'impatto di eventi critici e garantire una ripartenza rapida. La capacità di reagire dipende sempre più dalla qualità della preparazione.
Cyber, persone e nuove vulnerabilità
L'edizione approfondisce inoltre alcuni dei rischi più rilevanti per le organizzazioni contemporanee. Dalla Cyber Insurance alla gestione delle crisi informatiche, dalle implicazioni assicurative della dipendenza digitale fino alla crescente attenzione verso i People Risks, emerge un quadro in cui tecnologia, comportamento umano e governance risultano strettamente intrecciati. Il turnover, la sicurezza delle persone, la protezione delle infrastrutture critiche e la continuità operativa diventano elementi di uno stesso ecosistema di rischio che richiede approcci integrati e multidisciplinari.
Dati, clima e prevenzione: la resilienza passa dalla conoscenza
Un ulteriore filone di approfondimento riguarda il rapporto tra rischio climatico e capacità di previsione. Dal Natural Risk Forum ai contributi dedicati al climate risk e alla transizione energetica, emerge l'importanza crescente dei dati, dei modelli predittivi e delle analisi avanzate. Comprendere i fenomeni naturali e anticiparne gli effetti non è più soltanto un esercizio tecnico, ma una leva competitiva per le imprese che vogliono costruire strategie sostenibili nel lungo periodo.
RIVISTA SFOGLIABILE
Documenti
RMNews 105 DIG.pdf
12 MB