Come prepararsi e gestire un rischio sistemico - Intervista a Sylvain Eyraud

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Sylvain Eyraud, Country Manager di AXA XL in Italia, spiega come una prevenzione efficace debba seguire quattro passaggi: comprendere, attribuire priorità, agire e monitorare

1. Cosa la tiene sveglio la notte?
Più che un singolo rischio, mi preoccupa il modo in cui i rischi sono interconnessi tra loro e si accelerano a vicenda. Il fatto è che il mondo non cambia soltanto in modo progressivo: procede anche per scosse.
Un incendio boschivo può superare le capacità locali di intervento. Un sito industriale allagato può interrompere un’intera catena di fornitura. Una tratta marittima strategica può diventare impraticabile da un giorno all’altro. Un problema legato ad un fornitore di componenti tecnologiche può fermare migliaia di imprese.
Questi esempi dicono tutti la stessa cosa: un incidente locale può diventare uno shock globale. I rischi non sono necessariamente nuovi, ma la loro intensità, la loro velocità e soprattutto la loro interconnessione hanno cambiato l’equazione.
Per questo, ciò che mi tiene sveglio non è solo la dimensione di un rischio. È la velocità con cui può propagarsi e colpire funzioni vitali dell’economia: produrre, trasportare, innovare, proteggere e digitalizzare. La sfida è aiutare le imprese a restare solide e resilienti quando diversi rischi si manifestano insieme.

2. Come può AXA XL gestire un quadro di rischio sistemico?

Partirei da una distinzione importante. La domanda non è soltanto come AXA XL gestisce il rischio. La domanda è come aiutiamo i clienti a muoversi nell’incertezza e a mantenere il controllo.
In questo contesto, la gestione del rischio non può restare un tema soltanto tecnico. È un tema di direzione generale, competitività e governance. Occorre gerarchizzare i rischi, comprenderne le interconnessioni, proiettarne gli impatti nel breve e nel lungo periodo e prendere decisioni concrete nonostante l’instabilità.
Il ruolo dell’assicuratore sta quindi evolvendo. Continuiamo naturalmente a fornire capacità e a pagare i sinistri. Ma dobbiamo essere coinvolti e presenti anche prima dell’evento. L’approccio può essere riassunto in tre parole: proteggere, prevenire e anticipare. Sviluppiamo questo approccio insieme ai clienti, ai broker e ai risk manager, combinando la forza globale di AXA XL con la conoscenza locale del mercato italiano.
Il nostro obiettivo non è promettere di eliminare l’incertezza: questo non è possibile. È tuttavia aiutare le imprese a comprenderla meglio, a prepararsi e a prendere decisioni con maggiore fiducia. Il nostro valore non è solo la capacità che mettiamo a disposizione. È anche la fiducia che contribuiamo a creare.

3. Come si può prevenire in modo efficace? Con quali strumenti?

Per me, la prevenzione efficace segue quattro passaggi molto semplici: comprendere, attribuire priorità, agire e monitorare.
Il primo passaggio è comprendere l’esposizione reale del cliente. Occorre poi valutare i rischi ed identificare quelli che possono avere l’impatto maggiore. A questo punto serve definire azioni concrete, con responsabilità e tempi di esecuzione chiari. Infine, bisogna verificare, monitorando nel tempo, se il quadro del rischio cambia e se le misure adottate funzionano.
Gli strumenti a supporto della gestione del rischio devono essere scelti in funzione del rischio stesso. Possiamo utilizzare analisi geospaziali per valutare l’esposizione climatica di un sito, analisi dello stress idrico nelle aree produttive, ricorrere a digital twin per simulare scenari come per esempio incendi, oppure test, audit e partner specializzati per rafforzare la resilienza rispetto al rischio cyber, per citarne uno. La prevenzione, inoltre, deve tenere conto della gestione della crisi e della continuità operativa.
La tecnologia, da sola, non è la risposta. Crea valore quando trasforma informazioni complesse in una decisione semplice: rafforzare un sito, modificare una procedura, proteggere un sistema o preparare un piano di continuità. In sintesi: meno interventi post evento, più prevenzione prima; meno spazio all’imprevisto, più capacità di anticipare.

4. In un mondo di crisi concatenate, quali rischi sono ancora assicurabili?

L’assicurabilità non è una frontiera immobile. Può evolvere grazie a una migliore conoscenza del rischio, alla prevenzione, all’adattamento e ad una corretta condivisione del rischio.
. Non tutti i rischi possono essere trasferiti integralmente solo tramite l'assicurazione. Ma ciò non significa che un mondo più instabile non sia più assicurabile. La transizione energetica lo dimostra bene: batterie agli ioni di litio, gigafactory, rinnovabili offshore, idrogeno e tecnologie nucleari avanzate creano rischi nuovi, ma rappresentano anche investimenti essenziali per il futuro.
Il nostro compito è lavorare nel cuore di queste trasformazioni. Significa unire risk engineering, dati, analisi geospaziali e competenza assicurativa per capire le vulnerabilità, ridurle e costruire soluzioni adeguate. In altre parole, AXA XL non deve restare ai margini dell’innovazione: deve essere nella “sala macchine”.
Se il mare diventa più agitato, non possiamo aspettare che torni calmo. Dobbiamo rafforzare la nave, migliorare gli strumenti di navigazione e preparare l’equipaggio. Il nostro compito non è semplicemente dire sì o no a un rischio, ma contribuire a renderlo gestibile e, quando possibile, assicurabile.

5. Il risk management è una leva per gli investimenti e la crescita?

Assolutamente sì. Il risk management non è un freno alla crescita. È anzi una delle condizioni che rendono la crescita sostenibile.
Una buona gestione del rischio aiuta le imprese a riprendere il controllo del tempo. Nel breve periodo, permette di comprendere le minacce immediate. Nel medio periodo, mette prevenzione e capacità di anticipazione al centro delle decisioni. Nel lungo periodo, utilizza dati, modelli e progressi scientifici per valutare come possono evolvere rischi climatici, idrici, di incendio o altre esposizioni.
Questo approccio protegge persone, asset, continuità operativa e reputazione. Ma fa anche di più: riduce l’incertezza intorno alle decisioni strategiche. Un’impresa può decidere con maggiore consapevolezza dove investire, quali tecnologie adottare, come organizzare la catena di fornitura e come entrare in nuovi mercati.



Il messaggio finale è semplice: quando un rischio è compreso, prevenuto e condiviso correttamente, l’impresa può investire e innovare con più fiducia. L’assicurazione dei grandi rischi non è soltanto una rete di sicurezza. È un catalizzatore di audacia, resilienza e crescita.